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dottore commercialista
Splendida carriera, e nel '90, scontro iniziale col Potere in Sardegna, che è un potere compatto e bene articolato (politica + magistratura + stampa + burocrazia).

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CALUNNIA, processo n.368/97

INCOSTITUZIONALITA' DELLA LEGGE-MARCHETTA n.111/07

DR.PODDIGHE futuro presidente di sezione,richiesta di verifica attitudinale

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Inaugurazione Anno Giudiziario '08

Cagliari 13/05/09 prot.363/09

Nota sulla comicità (e drammaticità per i diritti umani e civili in Italia) di (almeno) una norma contenuta nella legge 111/2007 (riforma salva-magistrati.)

Se ci fossero barzellette sulla tecnica di stesura delle norme un posto d’onore meriterebbe il n.19 dell’art.4 della legge 111/07. La legge è stata approvata in Senato con un solo voto di scarto, ed alla Camera se la sono votata solo gli amici delle oligarchie che governano e terrorizzano la magistratura, perché l’opposizione (allora) di centro destra ha abbandonato l’aula al momento del voto.

La comicità tecnico-giuridica (se non ci fosse da piangere) starebbe nella soppressione d’una norma costituzionale (tra le più fondamentali), l’art.25, ad opera d’una leggina – marchetta.

L’art. 25/1 della Costituzione dice nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.

Lo scopo della norma è evidente e pacifico: evitare, anzi vietare, chechicchessia (fosse anche il presidente di tutti i tribunali), abbia la possibilità di nominare (per nomi e cognomi) giudici di (suo) comodo (percondannare comunque o per assolvere comunque), per cause conosciute dei quali si conoscano fatti, documenti ed i nomidegli interessati.

Dopo tanta resistenza passiva della parte migliore della magistratura (sempre con la Costituzione in tasca ed in bella mostra durante le interviste servili o meglio complici), s’arriva dunque al 1988 quando con DPR 22/09/88 n.449 si introduce nell’OG l’art.7 bis, norma che detta regole minuziose per dare attuazione al dettato costituzionale.

L’art.7bis dice che in ogni tribunale si debbono preventivamente formare le “tabelle”, che sono i criteri in base ai quali si debbono non scegliere (le tabelle vogliono proprio impedire ogni scelta), ma individuare il giudice del caso secondo criteri automatici (ad esempio turni, a chi tocca tocca).

Fatto sta che le tabelle sono state viste sempre come fumo nell’occhio da una (gran ) parte della magistratura. Le tabelle infatti creano difficoltà a chi vuol pilotare una causa, chi vuol scambiarsi sentenze, effettuare nelle protezioni, vendere istruttorie, archiviazioni e sentenze a chi elargisce, e a chi è in grado di far fare carriera ad autentici tromboni, ecc.

Arriva dunque la norma contenuta nella legge 111/07 su citata che dice“La violazione dei criteri per l’assegnazione degli affari, salvo il possibile rilievo disciplinare, non determina in nessun caso la nullità dei provvedimenti adottati.”

In altri termini: la norma (ordinaria) dice: ce ne freghiamo del primo comma l’art.25 della Costituzione, ci possiamo scegliere i giudiciquando e come vogliamo, possiamo tenere sotto scacco tutti i magistrati col metodo del bastone della carota.

Che si tratti d’una norma-marchetta lo dimostrano le seguenti parole, che fanno parte della legge e che sono cosmetiche, beffarde ed irridenti: “salvo il possibile rilievo disciplinare”

Sono parole cosmetiche, beffarde ed irridenti perché a fronte delle ordinarie violazioni delle tabelle e di fronte agli inutili tentativi del soggetto titolare del diritto “nessuno può essere sottratto …”, non solo non si conoscono provvedimenti disciplinari (parliamo di tutta Italia), ma neppure strumenti di controllo (parliamo di tutta Italia).

Nonostante le nostre ricerche, non abbiamo mai raggiunti nessuno, ne avvocato, ne parte in processo, ne imputato, ne persona offesa, che abbia mai visto nel fascicolo (tanto meno che ne abbia avuto copia), della dimostrazione cartacea che il giudice del tal processo è stato individuato mediante applicazione delle tabelle.

Attendiamo furibonde e documentate smentite che mai arriveranno da nessuna parte.

Sulla solerte promulgazione della legge incostituzionale 111/07,abbiamo spedito la lettera 13/05/09 prot. 360/09 al Presidente della Repubblica, dal quale attendiamo adeguata risposta.

Gian Paolo Porcu
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